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Indicazione stabilimento in etichetta

Indicazione stabilimento in etichetta

Bologna, 9 novembre 2015

STABILIMENTO IN ETICHETTA, TORNA L’OBBLIGO PER I PRODOTTI ALIMENTARI ITALIANI

Dal 2016 gli alimenti prodotti in Italia e quelli destinati al mercato italiano dovranno indicare in etichetta la sede dello stabilimento di produzione. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri che nella riunione di oggi ha dato il via libera definitivo al disegno di legge di delegazione europea in cui si chiede la modifica del regolamento Ue 1169/2011 sull’etichetta europea (in vigore dal 13 dicembre 2014) che ha eliminato l’obbligatorietà dell’indicazione dello stabilimento, prevista invece dalla precedente norma italiana. Al termine della riunione di Palazzo Chigi è stato lo stesso ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina a dare l’annuncio: ” È una battaglia vinta! Dal 2016 verrà reintrodotto l’obbligo di inserire in etichetta lo stabilimento di produzione dei prodotti agroalimentari”. “La trasparenza delle informazioni in etichetta – ha precisato Martina – è un tema cruciale. Oggi abbiamo dato un’altra risposta concreta ai consumatori e a tutte quelle aziende che, anche nel corso di questi mesi, hanno continuato a indicare lo stabilimento di produzione nelle loro etichette. Vogliamo garantire informazioni sempre più chiare e precise”. Il ministro ha precisato di voler portare avanti la battaglia ”non solo a livello nazionale ma anche europeo, perché valorizzare la distintività del nostro modello agroalimentare passa anche da qui”. La notizia ha ottenuto il plauso delle diverse associazioni interessate al provvedimento le quali ora auspicano l’introduzione dell’indicazione obbligatoria dell’origine della materia prima impiegata. Tale richiesta è emersa nell’ambito della consultazione pubblica online sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole, che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015 e richiesta dal 96,5% degli italiani che vi avevano partecipato. Ricordiamo che il regolamento Ue 1169/2011 sull’etichetta europea consente infatti ai singoli Stati Membri di ”introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti qualora i cittadini esprimano in una consultazione parere favorevole in merito alla rilevanza delle dicitura di origine ai fini di una scelta di acquisto informata e consapevole”. Questa opportunità deve essere ora sfruttata anche per l’origine della materia prima impiegata.

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