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4 maggio 2016 – Si è riunito il Consiglio Nazionale FIDA.

4 maggio 2016 – Si è riunito il Consiglio Nazionale FIDA.

Il consiglio nazionale FIDA si è riunito per discutere su alcuni temi la cui discussione è stata oggetto di interventi sulla stampa e richiesta informazioni verso la base degli associati.
Dalla precisazione del Mipaf sul concetto di prevalenza applicato alle imprese agricole che vendono prodotti ortofrutticoli – farmer’s market – agli orari di apertura dei mercati con i risultati del sondaggio promosso in tutta Italia attraverso il questionario.

Roma, 4 maggio 2016
Pubblichiamo quanto riportato da alcune agenzie di stampa:
COMMERCIO: FIDA, DETTAGLIO ALIMENTARE RESISTE MA FISCO FERMA CRESCITA
ROMA (ITALPRESS)
– Fida – Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione, in collaborazione con Format Research, ha
presentato la ricerca sulle imprese del commercio al dettaglio dell’alimentazione. A fine 2015, si registra un
incremento del clima di fiducia delle imprese del dettaglio alimentare, sia per quel che riguarda la
situazione economica generale, sia con riferimento all’andamento della propria attività. Il sentimento degli
operatori del settore trova riscontro con quello registrato a livello nazionale presso tutte le imprese del
terziario, sebbene sia necessario mettere in evidenza come la via della ripresa, per quanto imboccata, sia
ancora lunga e complessa. La ripresa c’è, a non esserci ancora è un miglioramento della redditività delle
imprese. A testimonianza di ciò, la percezione dei dettaglianti circa il livello dei ricavi, il cui aumento è
ritenuto piuttosto moderato (+4,2 negli ultimi sei mesi, soltanto +1,2 a livello tendenziale). D’altra parte, lo
scenario risulta coerente con quello relativo alla situazione dei prezzi, caratterizzata da una persistente
stagnazione. Alcuni segnali di crescita ci sono: lo scontrino medio risulta in aumento negli ultimi sei mesi
secondo il 6,7% delle imprese del dettaglio alimentare, dato accompagnato da un leggero incremento del
numero di accessi negli esercizi.
Decisamente migliorata è invece la situazione relativa all’occupazione, l’aspetto che più degli altri concorre
a configurare il 2015 come il primo anno di vera ripresa (almeno in questo senso).
Sebbene l’indicatore si posizioni al di sotto della totalità delle imprese del commercio, del turismo e dei
servizi, lo scenario appare più confortante rispetto a quello degli ultimi anni in cui sono andati in fumo
migliaia di posti di lavoro. In quest’ottica, un ruolo decisivo sembra averlo svolto il Jobs Act, con circa il 10%
degli operatori del comparto che ha utilizzato le agevolazioni principalmente con lo scopo di fare nuove
assunzioni a tempo indeterminato. In questo contesto, cresce leggermente la capacità delle imprese del
dettaglio alimentare di far fronte ai propri impegni finanziari e si consolida la quota di coloro che chiedono
credito, come anche quelle che lo ottengono. Tuttavia, il tema del fisco continua a rappresentare un fattore
di ostacolo alla crescita delle imprese. Circa l’82% delle imprese del dettaglio alimentare ritiene che le tasse
sulla propria attività siano aumentate negli ultimi due anni e la metà di queste è riuscita a far fronte al peso
della pressione fiscale con “molta” difficoltà. “Manca ancora un miglioramento della redditività delle
imprese – spiega Pierluigi Ascani, presidente Format Research – e persiste la stagnazione dei prezzi. Migliora
la situazione relativa all’occupazione, aspetto che più degli altri concorre a configurare il 2015 come il primo
anno di vera ripresa.
Cresce, leggermente, la capacità delle imprese del dettaglio alimentare di far fronte ai propri impegni
finanziari ma la metà di esse è riuscita solo con molta difficoltà a reggere il peso della pressione fiscale”.
“Il settore del dettaglio alimentare, da molti erroneamente considerato ormai superato, conferma la
propria capacità di resistere alle burrasche del mercato meglio di altri settori”, commenta Donatella
Prampolini Manzini, presidente Fida e
vicepresidente nazionale Confcommercio: “Ciò non significa che la strada per l’uscita dalla crisi sia ormai
spianata, ma che puntare sulla qualità del servizio e sulla specializzazione di funzione, sono caratteristiche
che meglio di altre mettono le imprese in condizioni di agganciare la ripresa dei consumi. Sul lato delle
politiche occorre affrontare il tema della pressione fiscale che rimane un fattore di ostacolo alla crescita
delle imprese”.
(ITALPRESS 04-Mag-16 13:26).
IMPRESE: FIDA-CONFCOMMERCIO, MIGLIORA FIDUCIA IN COMPARTO ALIMENTARE NEL 2015
Roma, 4 mag. (AdnKronos)
A fine 2015 è aumentato il clima di fiducia delle imprese del dettaglio alimentare, sia per quel che riguarda
la situazione economica generale, sia con riferimento all’andamento della propria attività. E’ quanto
emerso dai dati dell’Osservatorio di Fida-Confcommercio relativi al secondo semestre dell’anno appena
concluso, che mostrano una percezione sui ricavi moderato, ma comunque in crescita di 4,2 punti negli
ultimi sei mesi e +1,2 a livello tendenziale.
“D’altra parte – si legge nel report – lo scenario risulta coerente con quello relativo alla situazione dei prezzi,
caratterizzata da una persistente stagnazione. Alcuni segnali di crescita ci sono: lo scontrino medio risulta in
aumento negli ultimi sei mesi secondo il 6,7% delle imprese del dettaglio alimentare, dato accompagnato
da un leggero incremento del numero di accessi negli esercizi”, prosegue il documento.
Il sentimento degli operatori del settore trova riscontro con quello registrato a livello nazionale presso
tutte le imprese del terziario, sebbene, sostiene il report, sia necessario mettere in evidenza come la via
della ripresa, per quanto imboccata, sia ancora lunga e complessa. La ripresa c’è, a non esserci ancora è un
miglioramento della redditività delle imprese.
Decisamente migliorata è invece la situazione relativa all’occupazione, l’aspetto che più degli altri concorre
a configurare il 2015 come il primo anno di vera ripresa, “almeno in questo senso” come scrive FidaConfcommercio.
Sebbene l’indicatore si posizioni al di sotto della totalità delle imprese del commercio, del
turismo e dei servizi, lo scenario appare più confortante rispetto a quello degli ultimi anni in cui sono andati
in fumo migliaia di posti di lavoro. In quest’ottica, un ruolo decisivo sembra averlo svolto il Jobs Act, con
circa il 10% degli operatori del comparto che ha utilizzato le agevolazioni principalmente con lo scopo di
fare nuove assunzioni a tempo indeterminato.
In questo contesto, cresce leggermente la capacità delle imprese del dettaglio alimentare di far fronte ai
propri impegni finanziari e si consolida la quota di coloro che chiedono credito, come anche quelle che lo
ottengono.
Tuttavia, il tema del fisco continua a rappresentare un fattore di ostacolo alla crescita delle imprese. Circa
l’82% delle imprese del dettaglio alimentare ritiene che le tasse sulla propria attività siano aumentate negli
ultimi due anni e la metà di queste è riuscita a far fronte al peso della pressione fiscale con molta difficoltà.
(Mat/AdnKronos – 04-MAG-16 14:11)
Fida-Confcommercio:
negozi alimentari resistono alla burrasca “Pressione fiscale resta ostacolo alla crescita delle aziende”
Roma 4 maggio (askanews )
Le imprese del dettaglio alimentare “resistono alla burrasca” della crisi economica ma il fisco ne frena la
crescita. Lo sostiene la Fida-Confcommercio sulla base dell’osservatorio congiunturale sul secondo
semestre 2015, realizzato in collaborazione con Format Research. Un’indagine che rileva un miglioramento
“nel clima di fiducia delle imprese del dettaglio alimentare, ma appare chiaro come la via della ripresa, per
quanto imboccata, sia ancora lunga e complessa”.
“Manca ancora un miglioramento della redditività delle imprese – spiega il presidente di Format Research,
Pierluigi Ascani – e persiste la stagnazione dei prezzi. Migliora la situazione relativa all’occupazione, aspetto
che più degli altri concorre a configurare il 2015 come il primo anno di vera ripresa”. Cresce leggermente “la
capacità delle imprese del dettaglio alimentare di far fronte ai propri impegni finanziari, ma la metà di esse
è riuscita solo con molta difficoltà a reggere il peso della pressione fiscale”.
“Il settore del dettaglio alimentare – sottolinea il presidente della Fida, Donatella Prampolini Manzini – da
molti erroneamente considerato ormai superato, conferma la propria capacità di resistere alle burrasche
del mercato meglio di altri settori. Ciò non significa che la strada per l’uscita dalla crisi sia ormai spianata,
ma che puntare sulla qualità del servizio e sulla specializzazione di funzione sono caratteristiche che meglio
di altre mettono le imprese in condizioni di agganciare la ripresa dei consumi. Sul lato delle politiche –
aggiunge il vicepresidente di Confcommercio – occorre affrontare il tema della pressione fiscale che rimane
un fattore di ostacolo alla crescita delle imprese”.

Scarica qui il documento:
2016 05 04 AGENZIE LANCI